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Chi - Mauro Biani

Chi - Mauro Biani

Nigeria, imbottiscono di esplosivo bambina di 10 anni: 19 morti al mercato

Era stata fermata all'ingresso perché i metal detector avevano rivelato che nascondeva qualcosa. Ma i vigilantes non hanno fatto in tempo a intervenire

Le redazioni di Le Figaro e dell'Agence France-Presse, le manifestazioni spontanee a Parigi, Perpignan, Nimes, Vienna, Londra e Bruxelles

Ancora nessun attentato in Francia. “Aspettate. Abbiamo ancora tutto gennaio per fare i nostri auguri”.
Questa vignetta di Charb è stata pubblicata sull’ultimo numero di Charlie Hebdo. Charb, morto nell’attentato, era il direttore.

Ancora nessun attentato in Francia. “Aspettate. Abbiamo ancora tutto gennaio per fare i nostri auguri”.

Questa vignetta di Charb è stata pubblicata sull’ultimo numero di Charlie Hebdo. Charb, morto nell’attentato, era il direttore.

…e il paradiso, che non esiste
Il golfo di Napoli visto dalla Stazione Spaziale, fotografato da Samantha Cristoforetti in ricordo di Pino Daniele

…e il paradiso, che non esiste

Il golfo di Napoli visto dalla Stazione Spaziale, fotografato da Samantha Cristoforetti in ricordo di Pino Daniele

Negli scatti di Bulent Kilic il miglior racconto del 2014

Il riconoscimento di fotoreporter dell’anno assegnatogli da Time era quasi scontato, perché nessuno come Bulent Kilic ha saputo raccontare alcuni dei principali fatti che hanno costellato il 2014.

Turco, ha messo a fuoco più di altri quello che è accaduto nel suo Paese, dagli scontri di piazza Taksim alla tragedia della miniera fino a quello che accade sul confine con la Siria, con l’avanzata dell’Isis e la fuga dei profughi.

Attraverso gli scatti del fotografo 35enne si capisce meglio il ruolo chiave della Turchia nelle strategie geopolitiche fra Europa e Medio Oriente e la grande sfida alla quale sarebbe chiamata l’Unione europea, che invece finge di non vedere.

Sempre attraverso le sue fotografie Kilic si può ripercorrere un’altra pagina che ha messo a durissima prova l’Europa, costretta ad affrontare le mire imperialiste di Putin: il conflitto ucraino.

Tante le foto che meriterebbero di essere conservate e riguardate (due belle gallerie sono qui e qui), ma qui per limiti di spazio ne vanno scelte solo 10 e non è affatto facile.

1) Una delle immagini più forti della crisi siriana è questa, scattata a Suruc. Il 20 settembre: un'anziana curda viene aiutata dopo aver attraversato il confine tra Siria e Turchia. A ben guardare ci sono echi omerici, perché ricorda Enea che porta in spalla il vecchio e ormai cieco padre Anchise fuggendo da Troia in fiamme (e Troia, per chi se lo fosse dimenticato, sorgeva proprio lì, in Turchia)

2) Un uomo, ferito nell’esplosione della miniera di Manisa, il 13 maggio, viene trasportato fuori dalla galleria dai soccorritori. Ben 301 i lavoratori che sono morti nella tragedia

3) Una manifestante ferita negli scontri con la polizia durante il funerale di Berkin Elvan, il quindicenne colpito da un candelotto di gas lacrimogeno durante gli scontri di giugno 2013 tra polizia e attivisti che si opponevano alla distruzione del parco Gezi, a Istanbul. 12 marzo

4) Una ragazza ucraina piange mentre abbandona la propria casa vicino al villaggio di Grabovo, ad est di Donetsk, in Ucraina, per sfuggire alla guerra, il 2 agosto

5) membri dell'equipaggio si trovano accanto a un carro armato distrutto ucraina nella periferia nord della città di Donetsk, in Ucraina, il 22 luglio

6) I manifestanti sulle barricate durante gli scontri con la polizia il 20 febbraio a Kiev, in Ucraina.

7) Una donna curda scappa dal getto di un cannone ad acqua il 22 settembre, a sudest di Soruc, nella provincia di Sanliurfa, durante la chiusura del confine con la Siria da parte del governo turco.

8) Sostenitori del primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan festeggiano la sua vittoria alle elezioni presidenziali a Istanbul, Turchia, il 10 agosto

9) Soccorritori ucraini durante le ricerche dei corpi nel luogo dove è caduto il volo MH17 della Malaysia Airlines vicino al villaggio di Grabovo, nei pressi del confine tra Ucraina e Russia, il 27 luglio

10) Fumo si alza dopo un'esplosione nella città di Kobane, in Siria, il 20 ottobre

Estremisti sarete voi
“ La nuova sinistra non è estremista
Definirli estremisti di sinistra è sbagliato. Eppure si tratta di un errore comune e meccanico, perché Podemos e Syriza, i nuovi partiti di sinistra attualmente in testa nei sondaggi in...

Estremisti sarete voi

La nuova sinistra non è estremista

Definirli estremisti di sinistra è sbagliato. Eppure si tratta di un errore comune e meccanico, perché Podemos e Syriza, i nuovi partiti di sinistra attualmente in testa nei sondaggi in Spagna e Grecia, sono effettivamente movimenti creati da giovani di sinistra uniti dal rifiuto delle politiche d’austerità a cui sono votate le socialdemocrazie dei rispettivi paesi.

In questo senso questi nuovi movimenti si posizionano a sinistra dei grandi partiti di sinistra europei, ma questo non li rende alfieri della sinistra rossa, per due motivi. Il primo è che a Madrid e Atene nessuno sogna un grande futuro collettivista. Quest’aspirazione è totalmente assente nei giovani, perché il fallimento sovietico e l’evoluzione della Cina li hanno protetti da ogni infatuazione per il comunismo d’antan.

Il secondo motivo per cui sarebbe sbagliato considerare Podemos e Syriza come forze estremiste è che entrambi i partiti non chiedono un’uscita dall’Unione europea o dall’euro. Al contrario, i giovani di sinistra vogliono restare in Europa perché sanno che è nel loro interesse farlo, perché sono internazionalisti ed europeisti in quanto cresciuti in un’Europa senza frontiere. I nuovi movimenti sono profondamente legati all’unità europea, ma allo stesso tempo sono determinati a cambiare le politiche dell’Unione.

Potranno anche avere torto ed è perfettamente lecito criticarli, come sta facendo con insistenza il fronte liberale con argomenti non del tutto infondati. Ma è altrettanto vero che la politica condotta in questo momento dall’Europa non è particolarmente efficace e le critiche di Podemos e Syriza sono le stesse della Francia, dell’Italia, di molti economisti rispettati, del Fondo monetario internazionale e (meno apertamente ma altrettanto chiaramente) del nuovo presidente della Commissione e del presidente della Banca centrale europea.

Lungi dall’essere un monolite, l’Unione è oggi divisa tra una maggioranza di governi conservatori e liberali e un fronte sempre più ampio di nemici delle politiche ufficiali, che vorrebbero un rallentamento del processo di risanamento dei conti pubblici accompagnato da piani d’investimento paneuropei nella ricerca e nelle industrie del futuro. Da una parte abbiamo il rigore accompagnato dal rilancio, dall’altra il rigore come dogma unico. Podemos e Syriza si schierano semplicemente con la prima corrente, desiderosi di ridare ossigeno alle loro economie ottenendo uno scaglionamento del rimborso del debito pubblico, a cui bisognerà comunque procedere.

Non c’è alcun motivo di avere paura, perché se le urne manterranno le promesse fatte dai sondaggi alla nuova sinistra cambiando i rapporti di forza, sarà soltanto un bene per l’Europa e le sue economie.

- Bernard Guetta (Traduzione di Andrea Sparacino) - Internazionale

Le grandi questioni del Paese affrontate di petto dal nostro ineffabile presidente del Consiglio: il gol della Roma (poi però ha cancellato tutto)
Articolo 18 no, 19 bis sì: la lezione morale
Aldilà degli spot, dei tweet, delle promesse, delle faccette e degli slogan, quale futuro cerca di costruire il giovane M. che nemmeno si vergogna di proporre, in un momento di crisi segnato dalla crescita...

Articolo 18 no, 19 bis sì: la lezione morale

Aldilà degli spot, dei tweet, delle promesse, delle faccette e degli slogan, quale futuro cerca di costruire il giovane M. che nemmeno si vergogna di proporre, in un momento di crisi segnato dalla crescita di disoccupazione e povertà, misure che avvantaggiano coloro che evadono, truffano e frodano? Qual è l'insegnamento che si deve trarre da questo bellissimo gesto di aiutare chi non paga le tasse, i famosi “furbetti”?

Non è importante il caso specifico di S.B. (ma non dovevamo vederci più?) che, guarda caso, da simili norme trae un diretto beneficio, ma proprio la deriva di un Paese che continua a premiare chi imbroglia e punire chi lavora. O nemmeno riesce a lavorare…

Sorpresa?
No. Dai che se ci pensate ve lo ricordate: non è uno scherzo, anche se la data è 1° aprile 2010…

Sorpresa?

No. Dai che se ci pensate ve lo ricordate: non è uno scherzo, anche se la data è 1° aprile 2010…

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Femenatività: presepoppe ed esageratette

E’ stata rilasciata l'attivista ucraina Yana Zhdanova, arrestata in Vaticano per aver fatto irruzione in piazza San Pietro a seno nudo, rubando la statua di Gesù bambino del presepe nel giorno di Natale. Lo ha annunciato il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi. La Femen è stata però bandita dallo Stato del Vaticano. E’ stata la prima volta che un'attivista è stata messa in stato di arresto dal Vaticano.  Tra le accuse a carico della cittadina ucraina compaiono l'esecuzione di atti osceni in luogo pubblico, insulti e furto. Stringendo ancora la statua e mentre una guardia la copriva con il proprio mantello, l'attivista ha gridato: “Dio è donna”. - Lapresse/Ansa

Jiggle bells