Socialist Network

Fine della corsa. Dopo tre mesi di lotta, ci sono riusciti: hanno ucciso l’Unità. I lavoratori sono rimasti soli a difendere una testata storica. Gli azionisti non hanno trovato l’intesa su diverse ipotesi che avrebbero comunque salvato il giornale. Un fatto di gravità inaudita, che mette a rischio un’ottantina di posti di lavoro in un momento di grave crisi dell’editoria. I lavoratori agiranno in tutte le sedi per difendere i propri diritti. Al tempo stesso, con la rabbia e il dolore che oggi sentiamo, diciamo che questa storia non finisce qui. Avevamo chiesto senso di responsabilità e trasparenza a tutti i soggetti, imprenditoriali e politici. Abbiamo ricevuto irresponsabilità e opacità. Questo lo grideremo con tutta la nostra forza. Oggi è un giorno di lutto per la comunità dell’Unità, per i militanti delle feste, per i nostri lettori, per la democrazia. Noi continueremo a combattere guardandoci anche dal fuoco amico.
- Comunicato del comitato di redazione

Fine della corsa. Dopo tre mesi di lotta, ci sono riusciti: hanno ucciso l’Unità. I lavoratori sono rimasti soli a difendere una testata storica. Gli azionisti non hanno trovato l’intesa su diverse ipotesi che avrebbero comunque salvato il giornale. Un fatto di gravità inaudita, che mette a rischio un’ottantina di posti di lavoro in un momento di grave crisi dell’editoria. I lavoratori agiranno in tutte le sedi per difendere i propri diritti. Al tempo stesso, con la rabbia e il dolore che oggi sentiamo, diciamo che questa storia non finisce qui. Avevamo chiesto senso di responsabilità e trasparenza a tutti i soggetti, imprenditoriali e politici. Abbiamo ricevuto irresponsabilità e opacità. Questo lo grideremo con tutta la nostra forza. Oggi è un giorno di lutto per la comunità dell’Unità, per i militanti delle feste, per i nostri lettori, per la democrazia. Noi continueremo a combattere guardandoci anche dal fuoco amico.

- Comunicato del comitato di redazione

Attacchi indiscriminati

Stiamo andando nella direzione giusta - El Roto

Stiamo andando nella direzione giusta - El Roto

Smettete di presentare offerte inutili, l’incenso è un abominio per me; noviluni, sabati, assemblee sacre, non posso sopportare delitto e solennità. I vostri noviluni e le vostre feste io detesto, sono per me un peso, sono stanco di sopportarli. Quando stendete le mani, io allontano gli occhi da voi. Anche se moltiplicate le preghiere, io non ascolto. Le vostre mani grondano sangue. Lavatevi, purificatevi, togliete il male delle vostre azioni dalla mia vista. Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, ricercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova

Isaia, 1; 11-17

Amira Hass. C’è del metodo in questa follia

Una da 10

Una da 10

Dudù e la cagnetta non c’è più

“La padrona di Dudù ha abbandonato Arcore ieri mattina. Non si sa se temporaneamente o per sempre, questo solo il tempo potrà dirlo. Ma c’è stata una rottura vera, una crisi tra Francesca Pascale e Silvio Berlusconi che ha portato la ragazza napoletana ad allontanarsi in modo traumatico dalla residenza dell’ex premier da poco assolto nella vicenda Ruby. C’è stato un confronto, un litigio tra i due a causa della recente esposizione mediatica della Pascale. Un confronto che, secondo le fonti che abbiamo consultato, è finito in malo modo”. A dirlo è La Zanzara-Radio 24 via Affaritaliani

Dudù e la cagnetta non c’è più

“La padrona di Dudù ha abbandonato Arcore ieri mattina. Non si sa se temporaneamente o per sempre, questo solo il tempo potrà dirlo. Ma c’è stata una rottura vera, una crisi tra Francesca Pascale e Silvio Berlusconi che ha portato la ragazza napoletana ad allontanarsi in modo traumatico dalla residenza dell’ex premier da poco assolto nella vicenda Ruby. C’è stato un confronto, un litigio tra i due a causa della recente esposizione mediatica della Pascale. Un confronto che, secondo le fonti che abbiamo consultato, è finito in malo modo”. A dirlo è La Zanzara-Radio 24 via Affaritaliani


Come è delizioso andar sulla carrozzella, sulla carrozzella sotto braccio alla tua balla.
“Sono incazzato e sapete con chi”. Queste le parole di altissimo profilo dell’ex presidente del Veneto ed ex ministro Giancarlo Galan, ai giornalisti che lo aspettavano all’uscita dall’ospedale dove era ricoverato per un infortunio che ha il dolce sapore delle memorie dei militari di leva che si sparavano alle gambe per esser rimandati a casa. A casa, invece, Giancarlone ci starà poco, visto che proprio oggi la Camera ha votato “sì” al suo arresto come richiesto nell’ambito dell’inchiesta sulle tangenti legate al Mose.Ce ne faremo una regione…

Come è delizioso andar
sulla carrozzella,
sulla carrozzella
sotto braccio alla tua balla.

“Sono incazzato e sapete con chi”. Queste le parole di altissimo profilo dell’ex presidente del Veneto ed ex ministro Giancarlo Galan, ai giornalisti che lo aspettavano all’uscita dall’ospedale dove era ricoverato per un infortunio che ha il dolce sapore delle memorie dei militari di leva che si sparavano alle gambe per esser rimandati a casa. A casa, invece, Giancarlone ci starà poco, visto che proprio oggi la Camera ha votato “sì” al suo arresto come richiesto nell’ambito dell’inchiesta sulle tangenti legate al Mose.Ce ne faremo una regione…

Conferenza stampa di Renzi per presentare i supersconti alla Coop

Conferenza stampa di Renzi per presentare i supersconti alla Coop

Dal fondo ai fondelli: discordia sulla Concordia
La nave che ci ha resi orgogliosi come popolo di santi e poeti è lentamente riemersa dal fondo del mare e l’Isola del Giglio è pronta a dirle addio. Il rottame, infatti, carico di tutto ciò che dentro al mare non dovrebbe esserci, sarà trainato per 4 giorni alla velocità di 2 nodi per oltre 200 miglia fino a Genova, attraversando il Santuario internazionale dei cetacei. E se, ovviamente, il Governo italiano ha detto “maiicchevoletechessia”, quello francese si preoccupa un po’. Come riporta Ecoblog, “la Ministra dell’Ambiente francese, Sègolène Royal ha chiesto garanzie scritte ( non sappiamo con quale risultato) sui rischi di inquinamento annunciando l’invio di navi francesi per il controllo. Il Signor Nick Sloane, a capo dell’operazione, molto onestamente ha indirettamente risposto dichiarando che “ Non si possono dare garanzie assolute…”, ma che comunque  “ Sarà importante controllare il meteo (sic) . Fino alla punta nord della Corsica non dovrebbero esserci problemi “. Lui resta “…fiducioso.” […] Scegliendo di portare a Genova la Concordia si è messo a rischio l’ambiente e l’economia del Mare Toscano e del Mare Ligure, infrangendo ,con l’aggravante del piacere, un principio fondamentale di civiltà recepito nella normativa nazionale ed europea: il principio della precauzione. Un principio da ricordare nel futuro. Un principio fondamentale per quelle politiche sull’ambiente, che assieme a quelle sulla  scuola e sulla ricerca, continuano ad essere indicate come pilastri del futuro, ma sembrano restare solo annunci. Comunque , per ora ricordiamo almeno un altro principio ecologico, quello di chi inquina paga, senza se e senza ma”.
Ma i disaccordi sulla Concordia toccano da vicino anche le coste toscane. E qui il problema è il lavoro: ad aprile si è definitivamente spento l’altoforno dello stabilimento siderurgico Lucchini di Piombino, il porto da cui partono proprio i traghetti per il Giglio. Tra lavoratori diretti ed indotto, la Lucchini dava lavoro a circa 4mila operai che, ad oggi, sono (come tanti, purtroppo) sospesi in un limbo che apparentemente è senza futuro. La loro storia, per qualche attimo, ha commosso l’Italia ed il Papa stesso si è interessato della vicenda. L’unica presunta offerta arrivata, per ora è quella indiana dela Jindal, ufficialmente interessata a “laminatoi e servizi accessori” di Lucchini Spa, in realtà intenzionata a costruire una centrale a carbone.
Nel frattempo, bontà loro, è stato firmato l’accordo di programma per la riqualificazione e la riconversione dello stabilimento siderurgico Lucchini di Piombino con un investimento di circa 250 milioni di euro. Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha detto che il porto si occuperà dello smantellamento delle navi e la Difesa stessa consentirà di cominciare questo lavoro su 38 navi da dismettere.
La Concordia, però, fa rotta verso Genova ed il confronto interno al Pd fra Enrico Rossi ed il più chiacchierato Claudio Burlando è stato vinto dal secondo, che si è così aggiudicato la commessa da oltre 100 milioni di euro. A smantellare la nave schiantata contro gli scogli da Schettino sarà il cantiere San Giorgio del Porto, insieme a Saipem, contractor del gruppo pubblico Eni. Insomma, i soliti giri. A Piombino, che lentamente affonda, il tutto sa di raggiro. O , peggio, di presa per i fondelli…
(Fonti: Ecoblog, Il Fatto, Repubblica, Il Sole 24 Ore. Foto: Giampiero Sposito)

Dal fondo ai fondelli: discordia sulla Concordia

La nave che ci ha resi orgogliosi come popolo di santi e poeti è lentamente riemersa dal fondo del mare e l’Isola del Giglio è pronta a dirle addio. Il rottame, infatti, carico di tutto ciò che dentro al mare non dovrebbe esserci, sarà trainato per 4 giorni alla velocità di 2 nodi per oltre 200 miglia fino a Genova, attraversando il Santuario internazionale dei cetacei. E se, ovviamente, il Governo italiano ha detto “maiicchevoletechessia”, quello francese si preoccupa un po’. Come riporta Ecoblog, “la Ministra dell’Ambiente francese, Sègolène Royal ha chiesto garanzie scritte ( non sappiamo con quale risultato) sui rischi di inquinamento annunciando l’invio di navi francesi per il controllo. Il Signor Nick Sloane, a capo dell’operazione, molto onestamente ha indirettamente risposto dichiarando che “ Non si possono dare garanzie assolute…”, ma che comunque  “ Sarà importante controllare il meteo (sic) . Fino alla punta nord della Corsica non dovrebbero esserci problemi “. Lui resta “…fiducioso.” […] Scegliendo di portare a Genova la Concordia si è messo a rischio l’ambiente e l’economia del Mare Toscano e del Mare Ligure, infrangendo ,con l’aggravante del piacere, un principio fondamentale di civiltà recepito nella normativa nazionale ed europea: il principio della precauzione. Un principio da ricordare nel futuro. Un principio fondamentale per quelle politiche sull’ambiente, che assieme a quelle sulla  scuola e sulla ricerca, continuano ad essere indicate come pilastri del futuro, ma sembrano restare solo annunci. Comunque , per ora ricordiamo almeno un altro principio ecologico, quello di chi inquina paga, senza se e senza ma”.

Ma i disaccordi sulla Concordia toccano da vicino anche le coste toscane. E qui il problema è il lavoro: ad aprile si è definitivamente spento l’altoforno dello stabilimento siderurgico Lucchini di Piombino, il porto da cui partono proprio i traghetti per il Giglio. Tra lavoratori diretti ed indotto, la Lucchini dava lavoro a circa 4mila operai che, ad oggi, sono (come tanti, purtroppo) sospesi in un limbo che apparentemente è senza futuro. La loro storia, per qualche attimo, ha commosso l’Italia ed il Papa stesso si è interessato della vicenda. L’unica presunta offerta arrivata, per ora è quella indiana dela Jindal, ufficialmente interessata a “laminatoi e servizi accessori” di Lucchini Spa, in realtà intenzionata a costruire una centrale a carbone.

Nel frattempo, bontà loro, è stato firmato l’accordo di programma per la riqualificazione e la riconversione dello stabilimento siderurgico Lucchini di Piombino con un investimento di circa 250 milioni di euro. Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha detto che il porto si occuperà dello smantellamento delle navi e la Difesa stessa consentirà di cominciare questo lavoro su 38 navi da dismettere.

La Concordia, però, fa rotta verso Genova ed il confronto interno al Pd fra Enrico Rossi ed il più chiacchierato Claudio Burlando è stato vinto dal secondo, che si è così aggiudicato la commessa da oltre 100 milioni di euro. A smantellare la nave schiantata contro gli scogli da Schettino sarà il cantiere San Giorgio del Porto, insieme a Saipem, contractor del gruppo pubblico Eni. Insomma, i soliti giri. A Piombino, che lentamente affonda, il tutto sa di raggiro. O , peggio, di presa per i fondelli…

(Fonti: Ecoblog, Il Fatto, Repubblica, Il Sole 24 Ore. Foto: Giampiero Sposito)

Stop e-motion
In questa foto c’è tutto. Dalla strage degli innocenti a Davide e Golia, dalla vergogna dei bambini in guerra all’incancrenirsi di un conflitto che ha fatto smarrire anche il minimo senso di umanità.
E’ il primo frame della puntata di ieri di Blob, in una puntata che ripercorre malinconicamente la storia degli ultimi anni del conflitto arabo-israeliano in un florilegio di filmati che, da soli, raccontano la macabra poesia di una guerra senza senso.
La cronaca riporta ogni giorno gli aggiornamenti di un inutile massacro: oggi è stato colpito da un razzo israeliano l’ospedale di Deir el-Balah, dedidato ai “Martiri di al-Aqusa”, provocando un numero imprecisato di morti e feriti, mentre nell’ennesimo bombardamento su Gaza City sono morti 8 palestinesi, di cui 4 bambini. E se l’esercito israeliano esulta per aver sventato l’infiltrazione di un commando di Hammas attraverso un tunnel nella zona sud di Isaele, Hamas si bulla di aver lanciato altri 4 razzi M75 a lunga gittata si Tel Aviv. Al momento, le vittime palestinesi accertate in questa nuova ondata bellica sono 514, ma in questa spirale distruttiva altre se ne aggiungerano.
Meglio allora non aggiungere altre parole alla brutalità e guardare le nude (e crude) immagini, sperando che tocchino anche i cuori incartapecoriti di chi ha davvero la possibilità di decidere di mettere fine a questo valzer di morte.

Stop e-motion

In questa foto c’è tutto. Dalla strage degli innocenti a Davide e Golia, dalla vergogna dei bambini in guerra all’incancrenirsi di un conflitto che ha fatto smarrire anche il minimo senso di umanità.

E’ il primo frame della puntata di ieri di Blob, in una puntata che ripercorre malinconicamente la storia degli ultimi anni del conflitto arabo-israeliano in un florilegio di filmati che, da soli, raccontano la macabra poesia di una guerra senza senso.

La cronaca riporta ogni giorno gli aggiornamenti di un inutile massacro: oggi è stato colpito da un razzo israeliano l’ospedale di Deir el-Balah, dedidato ai “Martiri di al-Aqusa”, provocando un numero imprecisato di morti e feriti, mentre nell’ennesimo bombardamento su Gaza City sono morti 8 palestinesi, di cui 4 bambini. E se l’esercito israeliano esulta per aver sventato l’infiltrazione di un commando di Hammas attraverso un tunnel nella zona sud di Isaele, Hamas si bulla di aver lanciato altri 4 razzi M75 a lunga gittata si Tel Aviv. Al momento, le vittime palestinesi accertate in questa nuova ondata bellica sono 514, ma in questa spirale distruttiva altre se ne aggiungerano.

Meglio allora non aggiungere altre parole alla brutalità e guardare le nude (e crude) immagini, sperando che tocchino anche i cuori incartapecoriti di chi ha davvero la possibilità di decidere di mettere fine a questo valzer di morte.

Mose, lo scandalo travolge l'ateneo​della Curia: soldi finiti, stop ai corsi

Forse di questo splendido intreccio fra Chiesa veneziana e scandalo del Mose (sì, senza accento: non si è aperto il mare ma solo una voragine di malaffare) non si è parlato a sufficienza…

Shis is the world - Renzy’s summer hit