(Fonte: veganlolly, via onlylolgifs)
Piovuta via mail
Questo cartellone apparso a Pescara (fonte postviola) potrebbe lasciare allibiti, invece ha spiegazioni semplici:
dopo la sconfitta in campionato Galliani ha cacciato Ibrahimovic, che lascia la casa di Milano
dopo le dichiarazioni sul disastro del Pdl è stato sfrattato Scajola, che non utilizzerà più la casa ristrutturata a sua insaputa
Misantropia: Altarini che svolazzano. -
- 3nding:
Nessuno, dopo questa affermazione, ha accompagnato il buon uomo alla prima panchina con un sacchetto di becchime per i piccioni, anzi i giornalisti presenti seri in viso hanno preso appunti continuando quando ha affermato c’è un punto inevaso da Grillo: il lavoro. Abbiamo un…
Per Beppe Grillo il segretario del Partito democratico Pierluigi Bersani è “il pollo che si crede un’aquila”. Il comico questa mattina pubblica un post sul suo blog - dal titolo “Gnocchi fritti a Parma” – in cui attacca il leader del centrosinistra all’indomani della vittoria del Movimento 5 Stelle a Parma, Comacchio e Mira. Nella città emiliana in particolare, il candidato Federico Pizzarotti ha conquistato oltre il 60% delle preferenze e ha così battuto Vincenzo Bernazzoli, presidente della provincia e ‘uomo’ scelto dal Pd. Ma il segretario lo invita a “stare sereno” e a dire “qualcosa per il Paese”.
‘Il non morto (ma quasi) di un partito mai nato Bersani ha detto di aver ‘non vinto’ a Parma, Comacchio e Mira – scrive Grillo -. Chiamate un’ambulanza per un tso (trattamento sanitario obbligatorio, ndr)”. Il comico critica le affermazioni di Bersani e replica alla sua richiesta riguardo a un confronto sui temi del lavoro: “Prima di parlare di lavoro, Bersani dovrebbe lavorare, ci provi, in futuro ne avrà bisogno”.
Nella foto in testa al post i volti di Bersani e Gene Gnocchi sono disegnati su pezzi di gnocco fritto e a fianco della definizione “non morto”, Grillo inserisce un asterisco che rimanda a una definizione in calce al pezzo: “Il morto vivente – detto anche non morto o morto che cammina, è una creatura mostruosa generata dalla resurrezione di un cadavere. L’accezione morto vivente può riferirsi a vari tipi di creature fantastiche, come ad esempio zombie, vampiri, mummie, o pdmenoellini”. Poi il comico prosegue: “Bersani ha poi spiegato ai giornalisti ‘Che se stiamo fermi non andiamo lontano’. Nessuno, dopo questa affermazione, ha accompagnato il buon uomo alla prima panchina con un sacchetto di becchime per i piccioni, anzi i giornalisti presenti seri in viso hanno preso appunti continuando quando ha affermato c’è un punto inevaso da Grillo: il lavoro. Abbiamo un tasso di disoccupazione che sommato agli sfiduciati, che il lavoro non lo cercano, più arriva al 20%“. E domanda se a generare la situazione di crisi siano stati i 5 Stelle “oppure vent’anni di inciuci con il Pdl, di investimenti nei catorci della Fiat e nella cementificazione del Paese invece che in innovazione”.
Pier Luigi Bersani risponde però con un sorriso a chi gli chiede di commentare le parole del leader del Movimento. “La mia proposta a Grillo è di stare sereno”, ha spiegato il segretario del Pd conversando con i cronisti alla Camera. “Gli dico: ‘Stai sereno, sei un capo partito anche tu e non basterà bestemmiare gli altri”, ha proseguito, “di’ qualcosa che sia preciso per il tuo Paese”.
[dal quotidiano ufficiale del M5S]
La tassa su cani e gatti? La via d’uscita è che “era una battuta”, in realtà è un tema sul quale si potrebbe discutere…
Anche perché l’iter legislativo è stato avviato da una che di cagne se ne intende:
http://socialistnetwork.tumblr.com/post/10929537796/bene-e-giunto-il-momento-della-soluzione-al-gioco
Nuda Verità: Chi ha paura del Movimento? -
Nessuna paura del movimento, anzi… E fra l’altro, condivido anche molto di quanto è scritto in questo articolo. C’è un però, che si coglie anche nelle tue parole. Il sentirsi “popolo eletto” sulla base di virtù completamente da misurare mi pare eccessivo. Il fatto di utilizzare internet non credo sia una prerogativa del “movimento”, così come non lo è promuovere idee di sostenibilità e altri temi che, in un mondo normale apparterrebbero alla galassia dei verdi (ti ricordi compagne verdi, cantava Marcella Bella… spariti… proprio in un momento in cui queste tematiche hanno un’importanza che va ben oltre la difesa della foca monaca). Insomma, senza perdersi, devo dire che i tanti temi che vengono affrontati dal movimento, molte delle dichiarazioni d’intenti sono largamente condivisibili. Ma, a parte il fatto che si tratta per la maggior parte di strade difficilmente percorribili (e chi mastica di amministrazione sa cosa voglia dire proporre cose del genere in un momento in cui non ci sono soldi per gli asili, per le case popolari e compagnia bella), il vero problema è che non esiste un pensiero unico grillesco. Qui qualcuno mi dirà: “Per fortuna, “uno vale uno”, è bene così”. In realtà, questo fatto rende tutto talmente aleatorio da far sembrare al confronto la Lega un partito con un programma chiaro ed attuabile e il Pd una realtà granitica e compatta. Per questo, purtroppo, non riesco ad entusiasmarmi per i tanti consiglieri che sono stati eletti, visto che ho avuto il piacere di seguirne già alcuni e, sinceramente, in questi anni non ho visto grande differenza rispetto ad altri giovani che sono entrati in consigli comunali e regionali attraverso partiti “tradizionali”. Ora che le file grilliche si ingrossano, fra l’altro, diventerà molto più difficile valutare l’operato dei grillici eletti e, molti, si faranno giustamente i cazzi loro. Il punto è: sei davvero sicuro che la strada per il cambiamento sia questa? Che il vaffanculo possa cambiare le cose? Che urlare stronzi da un palco sia la ricetta per il rinnovamento politico del nostro Paese per vecchi? Io purtroppo credo l’opposto. Credo che far defluire i giovani dai partiti ne favorisca l’arroccamento senza costruire un’alternativa in grado di governare. E’ un primo passo questo, mi si dirà. Bene, allora spero proprio di sbagliarmi. E magari fra dieci anni dovrò ammettere l’errore. Ma credevo anche che la nascita del Pd sarebbe stata deleteria e non mi sbagliavo. Credevo che quello che è successo al G8 di Genova non fosse un caso e quello che è successo dopo lo ha confermato. Credevo che Mani pulite, dopo la spinta iniziale, non avrebbe cambiato nulla del sistema ma solo alcune facce e purtroppo ha cambiato ben poco, comprese le facce. Credevo che l’Italia dei Valori, pur avendo una buona opinione di Di Pietro, avrebbe imbarcato persone equivoche perché “era un partito personalistico e mancava una struttura che facesse da filtro”. e ci siamo ritrovati con Scilipoti deputato. Ora credo che l’Italia abbia bisogno di qualcosa di più di un ulteriore elogio dell’uomo qualunque che già fu di Giannini. Perché nella rivolta “anticasta”, che è stato il tema forte della Lega degli esordi, insieme al “se governiamo noi, qui si sta meglio, perché gli altri rubano e noi no”, c’è anche il “fanno tutti cacare, sono tutti ladri e tutti delinquenti”, il “professore boia, come ti permetti di darmi 5”, “il dottore non ho questa malattia, mi dia questa medicina che ho letto su internet, non sa curarmi”, il “so io cosa è meglio per te”. Insomma, un populismo che fa della mancanza di rispetto per l’altro e dell’egotismo una regola e, questo, sinceramente non lo vedo un fattore positivo dal punto di vista sociale prima ancora che politico…
marcofer7: Il Movimento Cinque Stelle cresce, a Parma raggiunge il ballottaggio, a Genova lo sfiora e si attesta dappertutto come una realtà della politica nazionale in questa tornata parziale di elezioni amministrative. Eppure ascoltando i commenti a caldo, il ritornello è sempre lo stesso:…
[video]
betulla: Makkox - Il Post
- Se mettevi anche questa mi stendevi… Comunque, qui si parla di comunicazione, i contenuti li valuteremo quando saranno disponibili… La pars destruens è sempre molto facile, te lo dico per esperienza, molto meno la pars construens… Fidati, se oggi avessi dovuto votare in un qualsiasi comune italiano, avrei avuto grossi problemi. Ma avrei votato comunque, credo… E, sicuramente, non chi fa della superficialità e del populismo più becero la propria bandiera. Di chi gioca con la faciloneria di una certa fetta di popolazione. Di chi a Palermo in campagna elettorale si permette di dire che lo stato è peggio della mafia, di chi gioca con il maldipancia delle persone per distruggere tutto nella logica del tanto peggio tanto meglio. I partiti sono marci, ma Grillo non è una medicina, è un’ulteriore patologia… Proprio come lo è stata la Lega. Come ha detto Michele Serra a proposito del raptus di Delio Rossi: “non è solo la politica, è proprio ogni forma di ordinamento collettivo delle cose a scricchiolare sotto l’attacco concentrico delle smanie individuali. “Io” rischia di essere la sola parola che amministra le persone”. La democrazia è qualcosa di diverso, la società è il “noi”, l’opposto di “uno vale uno” dove l’uno è la misura dell’universo… Poi, se il tuoi “eroe positivo” è Grillo sono affari tuoi, forse il problema è mio che non ne ho di viventi… Nel 5stelle, sono il primo ad ammetterlo, c’è molto di buono, ma è affastellato, mescolato, confuso e, in pratica, buttato al macello. Prendi tre “grillini” qualunque e, fidati, sui problemi veri hanno tre idee diverse. Su tutto. Questo è il problema che ha portato allo sconquasso anche partiti più strutturati. I partiti, i buoni partiti, che sarebbero proprio lo strumento costituzionale per disciplinare la pratica politica… I movimenti (e ne ho fatto parte e, chissà, forse ne faccio ancora parte…) sono un’altra cosa. Quella della denominazione del 5stelle è un’ennesima presa in giro… Come con la Lega: ne riparleremo fra qualche anno… Sono pronto a scommettere
madonnaliberaprofessionista: socialistnetwork:
Il nuovo che avanza…
cioè, và cosa mi trovo costretto a fare… ma solo io mi accorgo che il primo ed il terzo sono ex ministri della Repubblica, il secondo un euro-parlamentare mentre l’ultimo un comico che, fino ad ora, non ha manifestato nessun interesse di ricoprire incarichi politici?
Qualcuno mi spiega il senso di paragonarli?
La faccio più facile:
Lenny Bruce e George W. Bush
[video]
Non so se è il momento o la riflessione sul personaggio, ma questa volta sono d’accordo praticamente su ognuna delle tue affermazioni (Abr)… Anche se credo che il punto d’approdo immaginato sia radicalmente diverso… In fondo, il problema non è il tecnico, il politico di professione, il comico o l’usciere, ma gli obiettivi e i metodi con i quali ottenerli. Grillo in tutta questa vicenda mi sembra molto più “politico” di tante vecchie cariatidi: il suo “tutto cambierà” è già in premessa un non cambierà nulla. Il problema purtroppo non è nemmeno che un parlamentare guadagni 2mila o 10mila euro, anzi… Il problema è che la politica riflette la società, ne è specchio molto più fedele di quanto pubblicamente non si voglia ammettere. E in una società sfaldata in cui si gioca a fregare il vicino, a non battere lo scontrino, a passare avanti alle prenotazioni sanitarie perché lo zio fa il dottore, a non pagare il biglietto sull’autobs, a tirare dritto di fronte alle inezie che tali forse non sono, in parlamento poi siedono personaggi che di tali valori sono gli alfieri… E l’usciere, dopo gli anni di insulti e di merdate che ha visto, sarà carico di fiele e pronto a ripetere quello che per anni ha additato come comportamenti deprecabili….
abr:
abr:
I partiti hanno fallito. […]
Ribadisco di non essere
(al momento attuale) un
“Grillino”, ma l’analisi mi
sembra corretta!
Il resto qui: http://www.beppegrillo.it/2012/05/esprimi_la_tua_opinione_al_governo/index.html?s=n2012-05-02
Manca solo un piccolo particolare alla “analisi corretta”: i “tecnici” sono per definizione ANTI-POLITICI quanto e più di Grillo.(…)
(SUPERCAZZOLAPREMATURATA risponde)
ABR, hai ragione, ma se il punto che sollevi è: “ATTENZIONE PERCHE GLI ANTIPOLITICI POSSONO ESSERE PEGGIO DEI POLITICI, COME UN USCERE NON POTRA’ ESSERE MEGLIO DEL DIRIGENTE DEL SUO ENTE, QUALUNQUE ENTE SIA”, mi sembra che tu esprima semplicemenete un concetto lapalissiano e nemmeno del tutto provato.
Un uscere potrebbe essere meglio, ma non lo saprò finchè non lo metto alla prova.
Ti invito a riflettere sui seguenti punti che schematizzo per renderli più leggibili:
1)Se il tuo amministratore di Condominio fosse un ladro, lo terresti lo stesso, piuttosto che affidare la gestione del palazzo magari all’onesto vecchio insegnante delle Elementari che si offre volontario? (paragone assurdo, fatto solo per farti capire)
2)Durante la rivolta che c’è stata in Islanda recentemente, credi che si siano posti questo problema, oppure hanno semplicemente cercato di togliersi dal culo la vecchia classe dirigente, confidando che peggio di così, tanto, non poteva andare?
A me sembra, e lo ribadisco, che in questo momento storico, l’esprimere un voto di protesta, al pari degli anni ‘90, quando il Pentapartito è di fatto sparito dalle liste elettorali, sia un fatto di assoluta necessità.
Il segnale che dovrebbe dare la gente alle imminenti Amministrative è: “A VOI NON VI VOGLIAMO PIù!”. (meglio l’uscere!)
Adesso, avrai sentito anche tu, si stanno affannando e cercando di sedarci dicendoci che l’IMU costerà circa 200 Euro a famiglia (solo se i Comuni non alzano le aliquote), per la sola prima casa, quando almeno il 50% della popolazione italiana (vado a spanne) ne ha anche una seconda.
Quella di origine, per gli emigrati dal Sud Italia, oppure quella conseguita per eredità (la famosa casa al mare).
Vuol dire che si stanno cagando, cominciano a sentire l’odore acre della rabbia e della disperazione.
Insomma, non posssiamo, per temere le conseguenze di un salto nel buio, tenerci questi falliti mentecatti.
Finchè loro rubavano tangenti e prendevano soldi dal finanziamento dei partiti e all’Italiano medio (statale o privato che fosse) poteva fare del “nero”, tutto funzionava liscio.
Adesso, dopo che è arrivato Monti, pretenderebbero di eliminare il “nero” per noi e continuare a rubare loro.
Ebbene questo non può funzionare!
Se siamo a “stecchetto”, che lo siano tutti, altrimenti fuori dai coglioni.
Concludendo, caro ABR, lo so anch’io che il caos, il disordine a cui ci sta portando questa classe politica è una cosa che può fare morti e feriti e creare danni gravi alle persone oneste, ma se ci facciamo soggiogare dalle conseguenze negative, allora l’alternativa è tenerci Napolitano + ABC e non fare più casino.
Neanche sfogarci, come facciamo, sui blog.
A me sembra che sia sempre meglio FARE E PENTIRSI, CHE NON FARE E PENTIRSI.
Scusa se sono passato di palo in frasca e forse non sono stato chiaro, ma sarebbero molte le cose da dirsi per comprendersi e scrivere cose serie è sempre una faccenda tremendamente complicata.
Hola
SUPERCAZZOLAPREMATURATA
@SUPER.:
“A VOI NON VI VOGLIAMO PIU’!”: condivisibile, anzi condiviso se riguarda la classe e non il partito a o b.
“(Meglio l’usciere)”: francamente no.
“Do. Or do not. There is no try” come dice Yoda. Sostituire un dirigente incapace (e pure ladro, ma è un di cui) col primo imbecille che ulula, che tanto peggio di così, provamone n’altro… E’ LA STESSISSSIMA IDENTICA LOGICA CHE HA PORTATO MONTI AL POTERE.
Ciò con cui non si riesce fare i conti è il punto seguente: NON ESISTE TRILATERAL O SPECTRE ECONOMICA, è la politica che ha ceduto il campo! Prima in Europa agli euroburocrati, che da decenni normano sulla curvatura delle banane, e adesso ai tecnici prof-bancari.
Perché? Perché assieme ai politici che perdono feudi, è LA GGENTE che non vuol sentirsi dire che è ora di immaginare un sistema del tutto nuovo, dove IL WELFARE SPARISCE e lo Stato si occupa PER ECCEZIONI solo di chi ha veramente bisogno ma veramente E BASTA, il resto è volontariato.
Dov’è Grillo rispetto a questo? Non sa nemmeno di che stiamo parlando. Lui è nel business della DEMAGOGIA VERSIONE RETAIL. Spaccio di illusioni, diverse da quelle del PD o del PDL, ma sempre illusioni sono.
Grillo, in questa prospettiva, è esattamente L’ESTENSIONE NATURALE Di QUELLI CHE NON VOGLIAMO PIU’ : è dipietro 2.0 !!!!! E’ ORA DI TIRARE LO SCIACQUONE SU TUTTI QUESTI RESIDUI SOLIDI DEL NOVECENTO. TUTTI.
HASTA SIEMPRE
madonnaddolorata: Salva la nonna. Campagna promozionale per l’uso corretto della punteggiatura.
(via pulcinonero)
- La ricetta Monti proprio non funziona. Non funziona perché lo spread è l’indice della protervia dei “proprietari universali”. E questi non prevedono limiti al loro potere. L’offensiva che hanno scatenato contro i popoli (contro quello americano come contro quelli europei) è un tentativo di cambiare epoca. Cambiare epoca vuol dire cancellare il patto sociale che ha contraddistinto l’Europa in questi ultimi 50 anni. E vuol dire trasferire definitivamente il potere in luoghi non eletti da nessuno e impenetrabili a ogni controllo democratico. La ricetta Monti non funziona, e lo si vedrà prestissimo, quando sarà chiaro a decine di milioni di persone che non ci sarà crescita. Perché? Perché i nemici, i nostri nemici, sono molto forti. Chi sono i nostri nemici? Citerò Eugenio Scalfari (anche se mi sembra che affastelli cose non del tutto omogenee) , così nessuno potrà dire che sono anti-americano: “I falchi della Bundesbank in Germania, l’establishment bancario di Wall Street e Londra, il Partito Repubblicano in USA” . Il problema (logico) è che Scalfari sostiene Monti, senza accorgersi che Monti è l’uomo che è stato messo al posto in cui è proprio da quei nemici. E dunque chiedere a Monti di fare qualcosa per tagliare le unghie a quei nemici è come chiedere al leone di non mangiare l’antilope che sta a portata di zampa. Noi che cosa possiamo fare? Il quadro politico non offre nulla a chi voglia mutare il corso delle cose. Dunque non ci resta che proporci l’impossibile: cambiare radicalmente questo quadro politico. Questa cosa – di cui vedo tutta la difficoltà – la si potrà fare solo alzando il livello dello scontro sociale nel paese. E questo lo si potrà fare solo unendo le forze (che ci sono) attualmente divise in dieci o cento rivoli diversi. E’ uno di quei rari momenti in cui – mentre le oligarchie sono nel panico e nel marasma – il popolo potrebbe dire la sua. Potrà farlo, senza diventare preda del demagogo di turno, solo se avrà una guida responsabile, forte, e decisa a difendere almeno quello che resta della democrazia.
Sono parole di Giulietto Chiesa, pubblicate sul Fatto e sul suo blog, altamente condivisibili. Anche se… Anche se la Grecia è la prova provata che non basta alzare il conflitto sociale. Serve una proposta concreta, un’alternativa, una speranza. E tutto questo non si vede all’orizzonte. E non mi si dica che la galassia di micropersonalità che guidano i micropartiti di sinistra in Italia possono far più che il rumore di una mosca. E così, grazie all’insetto saltante e parlante e vaffanculeggiante (non ne parlo più, promesso) assisteremo proprio al gattopardesco cambiare tutto perché nulla cambi. Il problema è economico non politico…