Calci di rigore - Il compagno Keynes e lo spettro che si aggira per l’Europa

“Il momento giusto per l’austerità al Tesoro è l’espansione, non la recessione”: così dichiarò nel 1937 John Maynard Keynes, proprio quando da lì a poco Franklin Delano Roosevelt avrebbe dimostrato la correttezza di questo suo dogma cercando di rimettere in sesto il budget troppo presto e spingendo in una profonda recessione l’economia che fino a quel momento si stava riprendendo con continuità. Tagliare la spesa pubblica in un’economia depressa deprime ancor più l’economia. Per l’austerità si dovrebbe attendere che sia già ben in corso una forte ripresa.

Purtroppo, alla fine del 2010 e all’inizio del 2011, le autorità e i politici di buona parte del mondo occidentale hanno creduto di sapere il fatto loro, di doversi concentrare sui deficit e non sull’occupazione, quantunque le loro economie avessero a stento iniziato a riprendersi dalla depressione che aveva fatto seguito alla crisi finanziaria. E seguendo questo principio anti-keynesiano ancora una volta hanno dimostrato che Keynes aveva ragione. (Paul Krugman, da Repubblica, 3 gennaio 2012)

Anche Amartya Sen si è scagliato contro l’austerità: parlando in una recente conferenza organizzata dal ministero delle Finanze indiano, il premio Nobel per l’Economia ha detto che le misure di austerità messe in atto dai governi europei sono “una catastrofe che si autoalimenta”. “I tagli indiscriminati alla spesa pubblica rischiano di stroncare sul nascere la ripresa” ha detto Sen, che ha lanciato anche un pubblico appello, riportato dal Financial Times, ai governi Ue, perché “vadano a studiare gli anni del Dopoguerra e quelli della Amministrazione Clinton, quando la crescita (e non i tagli) hanno contribuito a ridurre il debito pubblico” (Michele Masneri, da il Foglio, 3 gennaio 2012)

La domanda che si pone è se siamo preparati a uscire dallo stato del laissez-faire del XIX secolo per entrare in un’epoca di socialismo liberale, per il quale io intendo un sistema in cui possiamo agire come comunità organizzata verso propositi comuni, per promuovere la giustizia sociale ed economica, pur rispettando e proteggendo l’individuo nella sua libertà di scelta, nella sua fede, nella sua mentalità, nelle sue espressioni, nel suo spirito di iniziativa, e nella sua proprietà. (J. M. Keynes, Democracy and Efficiency, [Democrazia ed efficienza, 1939])

Bene, ora siete pronti per leggere questo: http://ebookbrowse.com/il-manifesto-del-partito-comunista-engels-marx-pdf-d271804043

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